venerdì 7 maggio 2010

POIEIN

 
Marc Chagall-Innamorati al chiaro di luna

 

 

Sera di pioggia

 

Quando poi avrò smesso di camminare
e poi avrò tempo di coltivare
la rabbia e la gioia
quando poi sentirò odori e sapori
confusi nella sabbia
guarderò le mie scarpe e le mie ferite
urlerò ai lampioni
mi innamorerò dei taxi e dei taxisti
quando poi giocherò a scacchi con le molliche di pane
e giocherò con il resto del mondo
a Chemin de fer
ed i pugni si chiuderanno e si apriranno
come per segnalare che sono
ancora vivo
e quando poi i cavalli
saranno bianchi e verdi
e l’alba ed il tramonto
si stringeranno finalmente la mano
e le discese non saranno più risalite
e quando poi la gente senza amore
sarà sepolta dai debiti
quando io sarò nella mia stanza
sognando mio padre e mio figlio e
tutto quello che non c’è
Lei entrerà come un sogno
vestita di bleu
e come una carezza di miele dirà:
-Ciao…sono qui.-



Vincenzo Costantino Chinaski





giovedì 6 maggio 2010

Hanno tutti ragione.

E' il primo romanzo di Paolo Sorrentino, l'ho letto tutto d'un fiato e mi sono divertita ed emozionata dalla prima all'ultima pagina, senza soluzione di continuità. Che sappia raccontare storie non c'è dubbio, l'originalità  di Sorrentino sta però nel raccontarci la storia surreale di Tony Pagoda, il protagonista appunto, un improbabile cantante melodico (con una malsana invidia per Fred Bongusto), irriducibile cocainomane, marito e padre fallimentare nonché playboy da strapazzo, una persona quantomeno irritante, un autentico stronzo, insomma, che però nasconde, nemmeno poi tanto in fondo, una saggezza, una coerenza e una sensibilità insospettabili, che disarmano il lettore e che, contrariamente ad ogni previsione, lo portano a stare proprio dalla parte del protagonista, ad essere solidale con lui. Tony non si tira mai indietro anche quando sembra farlo, è nel gioco e gioca fino alla fine, un irriducibile come lo scarafaggio della copertina.
Sono bellissime le descrizioni di tipi umani al limite con l'orripilante ( qualunque sia il ceto cui appartengono, trasversale ne è la bruttura ), che risultano alla fine persino simpatici; si ha  l'impressione di stare di fronte ad un continuo e onesto scaricarsi la coscienza, come per fare un testamento spirituale, da parte di uno che però non crede a nulla e a nessuno e che, quindi, coscienza non ha e nemmeno sta per morire. Altrettanto belle sono le continue summe e considerazioni del protagonista, spicciole ma realistiche e condivisibili, ora sull'uomo, che come la coca- cola basta scuoterlo perché spruzzi sangue e sentimenti, ora sui sostantivi che annoiano mentre gli aggettivi seducono, oppure sull'arte che è più importante della vita ( e Tony odia i musei ), sulla bellezza che paralizza e inibisce addirittura il desiderio, sull'accettazione della vecchiaia, sul dolore e sul fatto che chi fuma lo conosce bene, sull'orgoglio, sull'amore ( non si direbbe ma Beatrice gli ha spezzato il cuore ), sul conformismo, sulla vita tutta e sull'ipotesi dell'esistenza di un creatore, che se c'è è un sadico. Commovente è l'amore per Napoli, una città, l'unica, ormai, ad avere "un minimo di senso con quell'apertura alata a mare, sterminata". A me questo libro è piaciuto molto, sarà anche perché sono oriunda del posto ma lo consiglio proprio, " mica si chè".



Paolo Sorrentino- Hanno tutti ragione- Feltrinelli

mercoledì 5 maggio 2010

In meno di un mese...

Ero innamorato di una certa Euridice. Ero innamorato di lei. Totalmente innamorato. Innamorato come un totano. Me ne resi conto solo quando mi lasciò, di punto in bianco. Accadde in un attimo. La tortura durò un mese, febbraio. Il primo febbraio: "Ti lascio". "Ma va’". "Vado, vado". "Scherzi?". "Mai stata così seria. Anche se mi dispiace". "Sarebbe come dire che non mi ami più?". "No, per amarti, purtroppo, ti amo. In fatto è che fino a ora ho sofferto solo io". "Avresti potuto dirmelo. Non me ne sono mai accorto". "Appunto. Ho sofferto per due. Non riesco più a reggerlo. Ti cedo la tua parte di dolore. Così soffriremo in due per la mia decisione". Febbraio ha ventotto giorni, ventinove negli anni bisestili. La prima settimana la spesi coprendo Euridice di insulti telefonici, la seconda umiliandomi pregandola di tornare, la terza cercai di farmene una ragione e smisi di chiamarla. Un silenzio totale, come un colpo sparato col silenziatore. La quarta cominciò a chiamarmi lei, così, un po’ per salvare la nostra amicizia e proteggerla dal nostro amore. Facevo il brillante cercando di recuperarla. Ogni due telefonate fingevo che non mi importasse più nulla di lei, in realtà non mi importava più nulla tranne che di lei. Sette giorni di parolacce, sette di "Ti prego", sette di "Io non chiamo, prendo appunti!", sette di "Com’è bello essere single. Come è buono il single malt!". Sette quattordici ventuno ventotto. Quello era un anno bisestile. Il ventinove febbraio mi resi conto di essermi perso.


Andrea G. Pinketts-Nonostante Clizia-Mondadori

martedì 4 maggio 2010

Dell'onestà intellettuale...quando manca.

 ...vogliono solo essere vivi, anche i migliori, quelli che costruiscono giustizia, progresso, libertà, futuro, anche per loro è una faccenda di sopravvivenza, vagli più vicino che puoi, se non ci credi, guarda come si muovono, chi hanno intorno, guardali e prova a immaginare come sarebbe la loro vita se per caso un giorno si svegliassero e cambiassero idea, semplicemente, cosa rimarrebbe di loro, prova ad estorcergli una risposta una che non sia un istintiva autolegittimazione, vedi se riesci anche una sola volta a sentirli pronunciare la loro idea con lo stupore e l'esitazione di uno che la scopre in quel momento e non con la sicurezza di uno che ti sta mostrando orgoglioso la devastante efficacia dell'arma che impugna, non farti fregare dall'apparente mitezza del tono, dalle parole che scelgono, astutamente miti, stanno lottando Gould, lottando con i denti per la sopravvivenza, per il cibo, la femmina, la tana, sono animali, e sono i migliori, capisci?, cosa puoi aspettarti di diverso dagli altri, dai piccoli mercenari dell'intelligenza, dalle comparse della grande lotta collettiva, dai piccoli guerrieri vili che sgraffignano detriti di vita ai margini del grande campo di battaglia, commoventi spazzini di salvezze irrisorie, ognuno con la sua ideina artificiale, il primario a caccia di finanziamenti per pagare il college dell figlio, il vecchio critico a lenire l'abbandono della sua vecchiaia con quaranta righe a settimana scagliate dove facciano un pò rumore, lo scienziato e il suo purè di vancouver con cui cibare di orgoglio moglie figli amanti, le penose comparsate in televisione dello scrittore che ha paura di scomparire tra un libro e l'altro, il giornalista che pugnala a casaccio in prima pagina per essere sicuro di esistere almeno per 24 ore ancora, stanno solo lottando, lo capisci?




Alessandro Baricco-City-Rizzoli

lunedì 3 maggio 2010

Recherche...

La vita scorre. Qualcosa muore, qualcos’altro nasce. E’ in noi, soltanto in noi, che tutto avviene, e sempre potremo creare i momenti d’oro. Anche quando io parlo di infelicità, povertà, di conflitto e lotta, di tormenti, scontri e tutto il resto - non dimenticare che in tutto questo ci sono cose preziose. Impossibile essere difeso da tutto quanto è atroce e avere piena coscienza solo degli altri momenti felici. I due aspetti vanno di pari passo. Ma preferisco che tocchi a me anzichè a te. Io posso sopportare qualsiasi cosa. Sono davvero forte e intrepido. Ma mi lascio viziare. Forse sono pigro, indolente. devo esserlo davvero, credo. E amo, amo, amo tutto ciò che questo comporta, tutto ciò che ferma l’orologio, che uccide il dovere, eccetera. E’ per questo che Rank mi esacerba, e con lui tutti gli altri dannati idioti professionisti che blaterano di adattamento. Tenetevelo, l’adattamento e quel che tenete in pugno - un bel pezzo liscio di macchinario. Niente dolore, nè gioia, solo un funzionamento perfetto - lavoro. E’ vita, questa? E’ questa la meta?




Anais Nin- Henry Miller-Storia di una passione-Bompiani