lunedì 12 settembre 2011

...qualche volto, qualche voce

Quello che ci circonda diventa parte di noi stessi, si infiltra in noi nella sensazione della carne e della vita e, quale bava del grande Ragno, ci unisce in modo sottile a ciò che è prossimo, imprigionandoci in un letto lieve di morte lenta dove dondoliamo al vento. Tutto è noi e noi siamo tutto; ma a che serve questo, se tutto è niente? Un raggio di sole, una nuvola il cui passaggio è rivelato da un’improvvisa ombra, una brezza che si leva, il silenzio che segue quando essa cessa, qualche volto, qualche voce, il riso casuale fra le voci che parlano: e poi la notte nella quale emergono senza senso i geroglifici infranti delle stelle.

F. Pessoa-Il libro dell'inquietudine-Feltrinelli

domenica 11 settembre 2011

venerdì 9 settembre 2011

POIEIN

UNA FORGIA E UNA FALCE


Un minuto fa avevo le finestre aperte
e c’era il sole. Tiepide brezze
attraversavano la stanza.
(L’ho scritto anche in una lettera.)
Poi, sotto i miei occhi, si è fatto buio.
Il mare ha cominciato a incresparsi
e le barche da diporto che erano a pesca
hanno virato e sono rientrate, una flottiglia.
Il tintinnabolo sotto al portico è caduto
di colpo sotto una raffica. le cime degli alberi
tremavano. Il tubo della stufa cigolava e sbatteva
trattenuto dai tiranti.
Ho detto: "Una forgia e una falce”.
Certe volte parlo da solo, così.
Nomino certe cose:
argano, gomna limo, foglia, fornace.
Il tuo volto, la tua bocca, le tue spalle
ora sono per me inconcepibili!
Che fine hanno fatto? E’come se
li avessi sognati. I sassi che abbiamo portato
a casa dalla spiaggia se ne stanno lì
sul davanzale a raffreddarsi.
Torna a casa. Mi senti?
I miei polmoni sono pieni del fumo
della tua assenza.

R. Carver

giovedì 8 settembre 2011

Si attecchisce meglio dimenticando da dove si proviene.

Dice la leggenda che un angelo cancella al neonato il ricordo di quello che ha saputo in grembo. C'è da svuotare il sacco prima di nascere. I bambini dentro la placenta sanno tutto il passato, le lingue, le avventure, pericoli e mestieri. il loro scheletro è diventato pesce, rettile, uccello prima di fermarsi all'ultima stazione. Lo sforzo di espulsione dal corpo della madre serve a dimenticare. La rottura delle acque apre il varco che subito dietro si richiude, dopo il tuffo nel vuoto. Così è il mondo per chi viene da un grembo. Il salto nell'asciutto produce azzeramento di tutta la sapienza accumulata nel sacco di placenta. Si attecchisce meglio dimenticando da dove si proviene.


E. De Luca-E disse-Feltrinelli

mercoledì 7 settembre 2011

Perchè no...

Nella scrittura c'è un che di impegnativo, un maggior giudizio su se stessi, vi si aggiungerà una forma. Inoltre: forse lo scrivere mi darà davvero sollievo. Oggi, per esempio, mi opprime particolarmente un antico ricordo. Mi è tornato chiaramente alla memoria già alcuni giorni fa e da allora è rimasto con me, come un fastidioso motivo musicale che non vuol lasciarti in pace. Eppure bisogna sbarazzarsene. Di simili ricordi ne ho a centinaia; ma di tanto in tanto dal centinaio se ne stacca uno e mi opprime. Per qualche motivo credo che, se lo annoterò, mi lascerà in pace. E perché non provare?

 F. Dostoevskij-Memorie dal sottosuolo-Garzanti

martedì 6 settembre 2011

Questa annulla tutte le precedenti.

Una speranza si costruì una casa e sulla pietra d'entrata fece incidere la scritta:"Benvenuti coloro che giungono a questa soglia".
Un fama si costruì una casa e non fece incidere niente.
Un cronopio si costruì una casa e,fedele alla tradizione, sistemo nel portico una serie di lastre che comprò e che fece intagliare appositamente. La sistemazione delle pietre era stata studiata in modo che le si potesse leggere una dopo l'altra. La prima diceva:"Benvenuti coloro che giungono a questa soglia": La seconda diceva:"La casa è piccola,ma il cuore grande": La terza diceva:"L'ospite è il calore del focolare": La quarta diceva: "Quel che è mio è tuo". La quinta diceva:"Questa annulla tutte le precedenti. Fila via,bastardo".


 J.Cortazàr- Storie di cronopios e di famas-Einaudi