lunedì 19 settembre 2011

Ma bisogna scegliere: o vivere o raccontare.

  • Ma bisogna scegliere: o vivere o raccontare. Per esempio quando ero ad Amburgo con quell'Erna di cui non mi fidavo e che aveva paura di me, menavo un'esistenza strana. Ma c'ero dentro, e non ci pensavo. Poi, una sera, in un piccolo caffè di San Pauli, ella mi lasciò per andare al lavabo, ed io rimasi solo. C'era un fonografo che suonava Blue Sky. Mi misi a raccontarmi quello ch'era avvenuto al mio sbarco. Mi dissi: “La terza sera, mentre entravo in un dancing chiamato la Grotta Azzurra, ho notato un pezzo di donna mezzo ubriaca. E quella donna è quella che attendo in questo momento, mentre ascolto Blue Sky, e che sta per tornare a sedersi alla mia destra e circondarmi il collo con le sue braccia”. Allora ho sentito acutamente che avevo un'avventura. Ma Erna è tornata, mi si è seduta accanto, m'ha circondato il collo con le braccia ed io l'ho detestata, senza saper bene il perché. Lo capisco ora: bisognava ricominciare a vivere e l'impressione dell'avventura era svanita.
    Quando si vive non accade nulla. Le scene cambiano, le persone entrano ed escono, ecco tutto. Non vi è mai un inizio. I giorni si aggiungono ai giorni, senza capo né coda, è un'addizione interminabile e monotona.


    J. P. Sartre-La Nausea- Mondadori

venerdì 16 settembre 2011

giovedì 15 settembre 2011

Lo sanno tutti.

Il vino parla.Lo sanno tutti. Guardati in giro.Chiedilo all'indovina all'angolo della strada, all'ospite che non è stato invitato alla festa di nozze,allo scemo del villaggio.Parla.E' ventriloquo.Ha un milione di voci.Scioglie la lingua, svela i segreti che non avresti mai voluto raccontare,segreti che non sapevi nemmeno di conoscere.Grida,declama,sussurra.Racconta grandi cose,progetti meravigliosi,amori tragici e tradimenti terribili.Ride a crepapelle.Soffoca piano una risata tra sé.Piange per i suoi stessi pensieri.Riporta alla mente estati di molto tempo fa e ricordi che è meglio dimenticare.

J.Harris-Vino, patate e mele rosse-Garzanti

mercoledì 14 settembre 2011

Non ha bisogno d'altro...

Avevo un posto da spedizioniere in un magazzino di ricambi per auto, e la paga bastava sì e no. Le mie uniche gioie erano mangiare, bere birra e andare a letto con Sarah. Non quel che si dice una gran vita, ma tocca accontentarsi. Sarah era bona. Tutto in lei parlava di sesso. L'avevo conosciuta a un party, sotto Natale, pei dipendenti del magazzino. Lei lavorava là da segretaria. Notai che nessuno le andava vicino, alla festa, e non riuscivo a capire perché. Non avevo mai visto una donna più sexy, e non è che facesse la stronza. Mi feci avanti, ci mettemmo a chiacchierare. Bellissima, era. Ma ci aveva un nonsoché di strano, negli occhi. Ti guardavano fisso fisso, senza battere le palpebre. Quando andò alla toilette, presi in disparte Harry il camionista.

"Di' un po', Harry," gli feci, "come va che nessuno si fa sotto, con Sarah?"

"E' una strega, amico mio, una vera strega."

"Ma le streghe non esistono, Harry. E' stato dimostrato. Quelle povere donne che mettevano al rogo ai tempi antichi, si trattava di un errore tremendo e crudele. Non esiste, la strega, né roba del genere."

"Magari, avranno bruciato un mucchio di donne ingiustamente, questo non lo so. Ma 'sta strega è 'na strega, dammi retta."

"Non ha bisogno d'altro, Harry, che di comprensione."

"Non ha bisogno d'altro," disse Harry, "che d'una vittima." 


C.Bukowski-Storie di ordinaria follia-Feltrinelli

lunedì 12 settembre 2011

...alla prima svolta.

Tutta la vicenda rafforzava in me quell'oscuro sentimento della vita come uno spreco di giorni, che, affiorando appena alla coscienza, m'aveva condotto a sbaraccare la mia comoda cuccetta, ad allontanarmi da compagni graditi, per sfuggire alla minaccia di vuotezza... e ritrovarmi l'inanità davanti alla prima svolta.

J.Conrad-La linea d'ombra-Einaudi