lunedì 7 maggio 2012

La libertà...

La schiavitù è la legge della vita, e non c’è altra legge perché questa deve compiersi, senza possibile rivolta o rifugio da trovare. Certuni nascono schiavi, altri diventano schiavi, ad altri ancora la schiavitù viene imposta. L’amore codardo che tutti noi proviamo per la libertà (libertà che, se la conoscessimo, troveremmo strana perché nuova e la rifiuteremmo) è il vero indizio del peso della nostra schiavitù. Io stesso, che ho appena detto che desidererei una capanna o una grotta per essere libero dalla noia di tutto, che poi è la noia che provo per me, oserei forse andare in quella capanna o in quella grotta consapevole che, dato che la noia mi appartiene, essa sarebbe sempre presente? Io stesso, che soffoco dove sono e perché sono, dove mai respirerei meglio se la malattia è nei miei polmoni e non nelle cose che mi circondano? Io stesso, che ardentemente sogno il sole puro e i campi liberi, il mare visibile e l’orizzonte largo, chissà se mi adatterei al letto o al cibo o a non dover scendere otto rampe di scale per arrivare alla strada o a non entrare nella tabaccheria dell’angolo o a non scambiar il buongiorno con l’ozioso barbiere.


F. Pessoa- Il libro dell'inquietudine di Bernardo Soares- Universale Economica Feltrinelli

venerdì 4 maggio 2012

POIEIN





amore non mio e neanche tuo

ma chiuso prato dove siamo entrate,
da dove poco dopo sei riuscita
e dove io infingarda ho fatto casa.
Io guardo te da dentro 
che stai fuori,
che gironzoli ai margini distratta
e a volte ti avvicini a controllare
se ancora sono lì ferma e stordita.



da Pigre divinità e pigra sorte- Patrizia Cavalli

giovedì 3 maggio 2012

...di odiose fantasie.

Conosco una proda coperta di timi selvatici, dove fioriscono le primule e assentono col capo le violette. Là, sotto un leggiadro baldacchino di tenero agrifoglio, di rose muschiate, di eglantine pallide, viene talvolta, di notte, Titania a riposare, cullata da suoni e danze tra questi fiori. Là il serpente si spoglia della sua pelle iridata, di smalto, grande quanto basta per ammantarvi una fatina. Là, col succo di questo fiore voglio bagnare a Titania le palpebre e colmarle lo spirito di odiose fantasie.


W. Shakespeare- Sogno d'una notte d'estate-Trad. C. Vico Lodovici- Einaudi

mercoledì 2 maggio 2012

Il mio limite

Mi sa che è questo il mio limite: mi mancano le conclusioni, nel senso che ho l’impressione che niente finisca mai veramente.Io vorrei, vorrei davvero che i dispiaceri scaduti, le persone sbagliate, le risposte che non ho dato, i debiti contratti senza bisogno, tutte le cose a cui ancora penso, le storie d’amore soprattutto, sparissero dalla mia testa e non si facessero più vedere, ma sono pieno di strascichi, di fantasmi disoccupati che vengono spesso a trovarmi. Colpa della memoria, che congela e scongela in automatico rallentando la digestione della vita e ti fa sentire solissimo nei momenti più impensati. Ho riflettuto molto, in questi giorni. E la sai una cosa? Non ho capito niente


D. De Silva- Non aveveo capito niente- Einaudi

martedì 1 maggio 2012

Fiat lux...

Non era un'emozione simile all'innamoramento o al desiderio sessuale. Era come se
qualcosa si fosse insinuato attraverso una piccola fessura e tentasse di riempire un vuoto che c'era dentro di lui. Ecco cosa provava. Non si trattava di un vuoto provocato da lei. Esisteva dentro di lui da un tempo incalcolabile. Lei vi aveva proiettato sopra una luce speciale, illuminandolo.



H. Murakami- 1Q84- Einaudi