venerdì 21 settembre 2012

Come...un dovere.



E’ doveroso lanciarsi alla scoperta di nuove città. Ci attendono razze generose. I pigmei meticolosi. I grassocci e imberbi indiani della selva, asessuati e bianchi come i serpenti delle paludi. Gli abitanti delle piane più alte del mondo, stupiti dinanzi al fremito della neve. I deboli abitanti delle distese ghiacciate. Le guide delle greggi. Coloro che vivono in mezzo al mare da tanti secoli e che nessuno conosce perché viaggiano sempre in direzione ostinata e contraria alla nostra. Da loro dipende l’ultima goccia di splendore.

Restano ancora da scoprire luoghi importanti della Terra: i grandi condotti da cui respira l’oceano, le spiagge dove muoiono i fiumi che non vanno da nessuna parte, i boschi dove nasce il legno di cui è fatta la gola dei grilli, il posto dove vanno a morire le farfalle scure dalle grandi ali lanute con il colore acre dell’erba secca del peccato.
Bisogna cercare e inventare di nuovo. Resta ancora il tempo. Ben poco, è vero, ma è doveroso approfittarne.



Alvaro Mutis- Prime poesie

giovedì 20 settembre 2012

...a causa di quel tremolio o pulsare minimo.

Ho già detto che non mi importava affatto sapere quale fosse la causa medica, e neppure  volevo ricostruire quel che era successo il giorno prima del nostro incontro né il meccanismo che ci aveva uniti, né conoscere la sua storia né quella della sua famiglia né quella del suo matrimonio logoro, né vivere in qualche maniera vicaria quel che era rimasto interrotto o meglio cancellato, sono una persona passiva che quasi mai cerca o vuole qualcosa o non sa quel che cerca o vuole qualcosa o non sa quel che cerca e vuole e che viene raggiunta dalle cose, basta rimanersene tranquillo perché tutto si complichi e arrivi e ci siano furia e litigi, basta respirare nel mondo, la minima oscillazione del nostro respiro come il lievissimo va e vieni che non possono evitare di avere le cose leggere che pendono appese a un filo, il nostro sguardo velato e neutro come l'inerte dondolio degli aerei attaccati al soffitto, che finiscono sempre per entrare in battaglia a causa di quel tremolio o pulsare minimo. 




J. Marìas- Domani nella battaglia pensa a me- Einaudi

mercoledì 19 settembre 2012

Significare...



C'è un'oscura somiglianza tra bacio e nodo, l'amore viene significato dal bacio, la necessità dal nodo.


R. Calasso- Le nozze di Cadmo e Armonia- Adelphi

martedì 18 settembre 2012

Il segreto della favola...

Meglio di ogni altro scrittore di fiabe Giambattista Basile comprese il segreto della favola: il quale non consiste tanto nell'evocazione del meraviglioso e dell'impossibile, ma nella costruzione di un universo perfettamente geometrico, dove le azioni e le reazioni vengono ripetute con un astratta precisione. Le geometrie di Basile sono impeccabili, squisite e comicissime. Ma quelle tradizionali non gli bastarono. Volle costruire dei nuovi elementi ritornanti, che costituissero la sigla fissa e indimenticabile delle sue favole. Moltiplicò le albe e i tramonti: una fantasia metaforica, che aveva confini solo con i confini dell'uomo, si limitò e si costrinse in una formula, che venne variata all'infinito.


P. Citati- La luce della notte- Mondadori

lunedì 17 settembre 2012

Teorie...

Ascoltando il rumore bianco di Londra, Cyce si rende conto che la teoria di Damien sul jet lag è assolutamente corretta: la sua anima mortale è rimasta chilometri indietro, impigliata in qualche cordone ombelicale fantasma a centinaia di migliaia di metri sopra l'Atlantico, oltre la scia evanescente dell'aereo che l'ha portata qui. Le anime non sono abbastanza veloci, rimangono indietro, e all'arrivo devono essere attese come bagagli smarriti.


W. Gibson- L'accademia dei sogni- Mondadori