mercoledì 15 maggio 2013

Altro e altrove...

Si alzò e cercò un gesto da fare. Qualcosa di semplice. Prese a riordinare i libri che giacevano un po' dappertutto, in giro per la casa. Si limitava ad appoggiarli uno sull'altro, ma in piccole pile, dal più grande al più piccolo. Intanto pensava alla tardiva dolcezza di Jasper Gwyn, rigirandosela nella mente, nel piacere di osservarla da ogni lato. Lo faceva nella luce di una felicità strana, che non aveva mai provato, e che pure, le parve, aveva portato con sé per anni, aspettandola. Le sembrò impossibile essere riuscita a fare altro, in tutto quel tempo, che custodirla e nasconderla. Di cosa siamo capaci, pensò. Crescere, amare, fare figli, invecchiare - e tutto questo mentre anche siamo altrove, nel tempo lungo di una risposta non arrivata, o di un gesto non finito. Quanti sentieri, e a che passo differente li risaliamo, in quello che sembra un unico viaggio.


A. Baricco - Mr Gwyn - Feltrinelli

martedì 14 maggio 2013

Tutta colpa di Terry.

Tutta colpa di Terry. È lui il mio sassolino nella scarpa. E se proprio devo essere sincero, e' per togliermelo che ho deciso di cacciarmi in questo casino, cioè di raccontare la vera storia della mia vita dissipata. Fra l’altro mettendomi a scribacchiare un libro alla mia veneranda età violo un giuramento solenne, ma non posso non farlo. Non posso lasciare senza risposta le volgari insinuazioni che nella sua imminente autobiografia Terry McIver avanza su di me, le mie tre mogli (o come dice lui la troika di Berny Panofsky), la natura della mia amicizia con Boogie e, ovviamente, lo scandalo che mi porterò fin nella tomba. Il tempo, le febbri, questo il titolo della messa cantata di Terry, è in uscita per i tipi del Gruppo (chiedo scusa, il gruppo, si scrive così), una piccola casa editrice di Toronto che gode di lauti sussidi governativi e pubblica (su carta riciclata, potete scommetterci la testa) anche un mensile, “la buona terra”.




M. Richler - La versione di Barney - Gli Adelphi

lunedì 13 maggio 2013

Galeotto fu l'amore.

Non amo i romanzi d’avventura. Non sono mai riuscito a terminarne uno. Stevenson mi annoia, per non
dire di Verne. Persino il grande Conrad mise a dura prova i miei nervi infantili.
Capisco che il mio aspetto sedentario possa autorizzare chiunque a immaginarmi invischiato fin da piccolo con carta, inchiostro, fumanti tazze di tè. La verità è che a dodici anni, a fronte di una sensibilità precocemente esacerbata, sguazzavo nel tiepido mare dell’analfabetismo di ritorno. I miei sogni di gloria, del tutto convenzionali, si esaurivano in qualche prodezza podistica o canora.
Così oggi mi ritrovo a invidiare i miei colleghi che, intervistati sulle prime letture, possono aprire cassetti pieni di corsari, selvaggi, principesse… In quanto ai miei, di cassetti, be’, sarebbero vuoti se non potessi contare sulla storia che sto per servirvi: l’avventurosa storia che fece di me un sentimentale lettore di romanzi seri.
Galeotto fu l’amore.








A. Piperno - Pubblici infortuni - Mondadori






sabato 11 maggio 2013

venerdì 10 maggio 2013

giovedì 9 maggio 2013

...le ultime cose

Queste sono le ultime cose, scriveva. A una a una scompaiono e non ritornano più. Posso raccontarti di quelle che ho visto, di quelle che non esistono più, ma temo di non averne il tempo. Tutto sta accadendo così velocemente ora, che non riesco a tenervi dietro.




P. Auster - Nel paese delle ultime cose - Einaudi