venerdì 8 agosto 2014

POIEIN

Antonio Sicurezza - Natura morta con cipolla

La cipolla


La cipolla è un'altra cosa.
Interiora non ne ha.
Completamente cipolla
Fino alla cipollità.
Cipolluta di fuori,
cipollosa fino al cuore,
potrebbe guardarsi dentro
senza provare timore.
In noi ignoto e selve
di pelle appena coperti,
interni d'inferno,
violenta anatomia,
ma nella cipolla - cipolla,
non visceri ritorti.
Lei più e più volte nuda,
fin nel fondo e così via.
Coerente è la cipolla,
riuscita è la cipolla.
Nell'una ecco sta l'altra,
nella maggiore la minore,
nella seguente la successiva,
cioè la terza e la quarta.
Una centripeta fuga.
Un'eco in coro composta.
La cipolla, d'accordo:
il più bel ventre del mondo.
A propria lode di aureole
da sé si avvolge in tondo.
In noi - grasso, nervi, vene,
muchi e secrezione.
E a noi resta negata
l'idiozia della perfezione.



Wislawa Szymborska


da PensieriParole

giovedì 7 agosto 2014

La cosa più gradevole in loro...


Sin dal primo giorno mi risultò evidente che erano una coppia sposata, lui piú o meno cinquant’anni e lei diversi meno, non doveva ancora aver compiuto i quaranta. La cosa piú gradevole in loro era vedere come stavano bene insieme. A un’ora in cui quasi nessuno ha voglia di niente, e tanto meno di divertimento e risate, parlavano senza sosta e si divertivano e si stimolavano, come se si fossero appena incontrati o persino conosciuti, e non come se fossero usciti insieme di casa, e avessero lasciato i bambini a scuola, e si fossero preparati allo stesso tempo – forse nello stesso bagno –, e si fossero risvegliati nello stesso letto, e la prima cosa che ciascuno aveva visto doveva essere stata la scontata figura del coniuge, e cosí un giorno dopo l’altro da abbastanza anni, dato che i figli, che li avevano accompagnati un paio di volte, doveva- no avere sugli otto anni la bambina e sui quattro il bambino, che somigliava enormemente al padre.


Javier Marìas - Gli innamoramenti - Einaudi 

mercoledì 6 agosto 2014

Una sera...

"Una sera a un tavolo di ristorante di Roma avevo bevuto al punto giusto: credevo di capire Izet che mi diceva a memoria i versi di Esenin in russo. A quel tempo non avevo ancora acquistato la prima grammatica slava.

Un'ulcera di nostalgia gli premeva in petto e prese la via di uscita della più potente lingua delle letterature. La voce di Izet, slavo del sud, entrò nel russo senza visto di ingresso. Le lingue non chiedono documenti."


 Erri De Luca -  Lettere fraterne - Dante & Descartes

martedì 5 agosto 2014

Questo viaggio...

Sul treno da Istanbul alla Germania ho camminato per un paio di notti su e giù per i corridoi dei vagoni a guardare tutte quelle che ci andavano a far le operaie. Avevano arrotolato le calze fin sotto le ginocchia, le giarrettiere di gomma spessa lasciavano tracce sulla pelle. Dalle loro ginocchia nude potevo desumere meglio che dai cartelli delle stazioni per le quali passavamo, e i cui nomi non sapevamo leggere, che eravamo ancora molto lontane dalla Germania. Una donna ha detto: «Questo viaggio non finisce mai».




Emine Sevgi Ozdamar - Il ponte del corno d'oro - traduzione di Umberto Gandini- Ponte alle grazie

lunedì 4 agosto 2014

…una guerra cristallizzata.

Confessa o muori





                                                                                                               12 febbraio 2004

La prima sensazione è che in Cecenia non cambi mai niente, neanche a morire. Tutti fanno la guerra contro tutti. Gente armata ovunque. Si ha paura del prossimo. I visi hanno tutti la stessa espressione tetra. Tanti nevrotici, mezzi matti. La sintomatologia notturna: sparatorie, combattimenti, colpi d'artiglieria. Quella mattutina: crateri freschi provocati dalle esplosioni. Il secondo conflitto ceceno è una guerra cristallizzata. Tuttavia si ha anche un'altra sensazione: di certi cambiamenti ne faremmo volentieri a meno. Dalla fine di dicembre e per tutto gennaio si è dato il via a una nuova ondata di rapimenti da parte di "sconosciuti armati e mascherati". Questa pratica rivoltante era stata interrotta da più o meno sei mesi, benché le persone continuassero a scomparire. Ma ora tutto è ricominciato da capo.

Anna Politkovskaja - Proibito parlare - Piccola Biblioteca Oskar Mondadori

domenica 3 agosto 2014

…qualcuno te lo dicesse prima

"In quanta stupidità dobbiamo calarci per giungere alla nostra meta, quali sconfinati errori bisogna saper commettere! Se qualcuno te lo dicesse prima, quanti errori dovrai fare, tu diresti no, mi spiace, è impossibile, trovatevi qualcun altro; io sono troppo furbo per fare tutti quegli errori. E loro ti direbbero, noi abbiamo fede, non preoccuparti, e tu diresti no, niente da fare, avete bisogno di uno molto più coglione di me, ma loro ripeterebbero che hanno fede in te, che tu ti trasformerai in un coglione colossale mettendoci un impegno che neanche t'immagini, che farai sbagli di una grandezza che neanche li sogni…perché è l'unico modo di giungere alla meta".



P. Roth - Il teatro di Sabbath - Einaudi