martedì 30 aprile 2013

Di quei giorni...


Quando io frequentavo la seconda elementare successe che mia madre, a causa di un esaurimento nervoso – l'ho saputo anni dopo, io allora ricordo solo che piangeva sempre e spesso si chiudeva in bagno –, su consiglio dei medici fu mandata da certi parenti, sulle Dolomiti, per un lungo periodo di riposo, quattro mesi almeno.
Di quei giorni conservo immagini e profumi. Io e il bab­bo a pranzo o si andava in trattoria oppure eravamo ospiti di amici, mentre la sera, a cena, veniva la Mimma a trafficare ai fornelli, perché il babbo non è mai andato oltre le uova sode, lei invece era bravissima a cucinare, ho ancora adesso l'acquolina alla bocca se ripenso alla sua zuppa inglese. Poi rammento l'appuntamento telefonico, ogni sera, con mia madre, che spesso piangeva e così faceva piangere anche me, ma soprattutto ho il bel ricordo di lei, della Mimma, che mi aiutava a fare i compiti e poi, prima che il babbo mi mettesse a letto, se ne andava con un saluto della mano, affettuoso. Sembrava fosse l'unica ad aver capito che non sopportavo e non sopporto sbaciucchiamenti e moine. Ma soprattutto aspettavo con ansia la domenica pomeriggio, giorno libero della Mimma: il babbo mi portava da lei e lei, nella sua casina in vicolo degli Orti, insieme al tè e al dolce, mi serviva le sue storie.
Se ho scritto un libro, e se oggi arricchisco, così almeno dice il mio capo, pagine scritte da altri, lo devo ai miei genitori, ai vecchi che ascoltavo nelle osterie, e lo devo, in particolare, a lei.




R. Bassini - Vicolo del precipizio- Perdisa
 

lunedì 29 aprile 2013

Lo spazio bianco...

W: Lei sai cosa sono gli spazi tra le vignette?

I: Be', sono... Gli spazi fra una vignetta e l'altra. Lo spazio bianco che...
W: Complimenti, veramente. Lei è proprio acuto. Riformulo la domanda: sa cosa c'è negli spazi fra le vignette?
I: (leggermente offeso) No, me lo dica lei.
W: C'è tutta la vita che non è mai stata raccontata. Ci sono le vicende che non diventano storie - per scelta o più spesso per caso - e si perdono nei gorghi del tempo che passa. Ci sono le occasioni non colte, le cose che non vogliamo sapere di noi stessi e degli altri. Gli spazi fra le vignette sono il sottosuolo della nostra coscienza.





G. Carofiglio - Non esiste saggezza - Rizzoli



domenica 28 aprile 2013

sabato 27 aprile 2013

venerdì 26 aprile 2013

POIEIN

Non vorrei crepare 
Prima d'aver conosciuto 
I cani neri del Messico 
Che dormono senza sognare 
Le scimmie a culo nudo
Divoratrici dei tropici 
I ragni d'argento 
Dal nido pieno di bolle 
Non vorrei crepare 
Senza sapere se la luna 
Sotto la sua falsa aria di moneta 
Ha un lato appuntito 
Se il sole è freddo 
Se le quattro stagioni 
Sono davvero quattro 
Senza aver provato 
A portare un vestito 
Lungo i grandi viali
Senza aver guardato
Dentro a un tombino
Senza aver ficcato il cazzo
Nei posti più impensati 
Non vorrei crepare 
Senza conoscere la lebbra 
O le sette malattie 

Che si prendono laggiù
Il bene e il male
Non mi farebbero penare
Se sapessi
Che ne avrò la strenna
E c'è anche
Tutto ciò che conosco
Tutto ciò che apprezzo
E che so che mi piace
Il fondo verde del mare
Dove le alghe ballano il valzer
Sulla sabbia ondulata
L'erba bruciata di giugno
La terra che si screpola
L'odore delle conifere

E i baci di colei
Che questo che quello
La bella ecco
Il mio Orsetto, Orsola
Non vorrei crepare
Prima d'aver consumato
La sua bocca con la mia bocca
Il suo corpo con le mie mani
Il resto coi miei occhi
Non dico altro bisogna pur
Mantenersi riverenti
Non vorrei crepare
Prima che abbiano inventato
Le rose eterne
La giornata di due ore
Il mare in montagna
La montagna al mare
La fine del dolore
I giornali a colori
Tutti i bambini contenti
E tante cose ancora
Che dormono nei crani
Di geniali ingegneri 
Di allegri giardinieri
Di socievoli socialisti 
Di urbani urbanisti 
E di pensatori pensierosi 
Tante cose da vedere
Da vedere e da sentire
Tanto tempo d'attendere
A cercare nel nero

E io vedo la fine
Che brulica e che s'avvicina
Con la sua gola ripugnante
E che m'apre le braccia
Di ranocchia brancicante

Non vorrei crepare
Nossignore nossignora
Prima d'aver provato
Il gusto che mi tormenta
Il gusto più forte
Non vorrei crepare
Prima di aver gustato
Il sapore della morte...


Boris Vian

mercoledì 24 aprile 2013

Sarà...

Che cosa accadrà con questo grande spazio vuoto che ora sono? Con che cosa mi colmerò quando non rimarrà più un briciolo di ambizione, nessun progetto, nulla di me? La forza implosiva mi ridurrà a un buco nero e sparirò. Morire...Abbandonare il corpo è un'idea affascinante. Non voglio continuare a vivere morendo dentro, se voglio rimanere in questo mondo devo pianificare gli anni che mi restano. Forse la vecchiaia è un altro inizio, forse si può tornare ai magici tempi dell'infanzia, quei tempi anteriori al pensiero lineare e ai pregiudizi, quando percepivo l'universo con i sensi esaltati di un demente ed ero libera di credere all'incredibile e di esplorare mondi che poi, nella fase della ragione, sono scomparsi. Ormai non ho molto da perdere, e nulla da difendere. Sarà questa la libertà?



I. Allende- Paula - Feltrinelli