e la somma. Ho visto che molti annotano il giorno, il mese e l'anno di lettura, tracciando così un intermittente calendario. Altri scrivono il nome sulla prima pagina, e prima di prestare un libro si appuntano su una rubrica il nome della persona cui lo hanno prestato, aggiungendo la data. Ho visto volumi etichettati, come quelli delle biblioteche pubbliche, o con un delicato biglietto da visita del proprietario infilato tra le pagine. Nessuno vorrebbe perdere un libro. Preferiamo perdere un anello, un orologio, l'ombrello, anziché il libro che non rileggeremo ma che serba, nella sonorità del titolo, un'antica e forse perduta emozione.
Disegnare e cucinare, nuovo workshop in Puglia, 3-9 maggio
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workshop speciale con Amanda Roelle (disegnatrice, architetta e esperta
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