Chiudendo gli occhi, sentii l’odore del vento. Un vento di maggio gonfio come un frutto, che aveva in sé la ruvidità della buccia, la morbidezza della polpa e innumerevoli semi. Quando il frutto si spaccò nel cielo, i semi vennero a mitragliarmi il braccio nudo, soffici proiettili che mi lasciarono una leggera sensazione di dolore.
H. Murakami - I salici ciechi e la donna addormentata - Einaudi
Le regole del gioco
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Nel Canto XXIII dell’Iliade, dopo il duello tra Achille ed Ettore, la
vittoria del primo e l’umiliazione fisica riservata alla salma del secondo,
nel cam...
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