Conosco una proda coperta di timi selvatici, dove fioriscono le primule e assentono col capo le violette. Là, sotto un leggiadro baldacchino di tenero agrifoglio, di rose muschiate, di eglantine pallide, viene talvolta, di notte, Titania a riposare, cullata da suoni e danze tra questi fiori. Là il serpente si spoglia della sua pelle iridata, di smalto, grande quanto basta per ammantarvi una fatina. Là, col succo di questo fiore voglio bagnare a Titania le palpebre e colmarle lo spirito di odiose fantasie.
W. Shakespeare- Sogno d'una notte d'estate-Trad. C. Vico Lodovici- Einaudi
[Report] Officina di dicembre 2024
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L’indagine intorno all’invisibile prosegue addentrandosi nella profondità
dell’individuo, fino a toccare l’elemento immateriale per eccellenza:
l’anima. ...
2 mesi fa
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