
Riflettevo su questo fatto, sentendo con stupore e anche con una certa inquietudine che, addormentandomi nella lettura di Erodoto, subivo un processo di identificazione intellettuale ed emotiva con il mondo e gli eventi evocati dal greco. La distruzione di Atene mi coinvolgeva di più dell'ultimo colpo di stato in Sudan e l'affondamento della flotta persiana mi appariva più tragico della rivolta militare in Congo. Il mio mondo non era soltanto l'Africa, della quale dovevo occuparmi come corrispondente dell'agenzia di stampa polacca, ma anche quello scomparso da centinaia di anni.
Come stupirsi dunque se, seduto in una afosa notte tropicale sulla veranda del Sea View Hotel di Dar-es-Salaam, pensavo ai soldati di Mardonio che, in una notte di gelo (in Europa allora era inverno), cercavano di scaldarsi davanti al fuoco le mani intirizzite?
Ryszard Kapusinski-In viaggio con Erodoto-Feltrinelli
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